Il caffè non contiene glutine. Nemmeno la Coca-Cola, come quasi tutte le bibite. La trappola è altrove: nel caffè d’orzo, che si ordina al bar come un espresso, nel caffè al ginseng, nelle bevande al malto e in alcuni preparati per cioccolata che contengono farina. Ecco cosa si può bere senza pensarci, e cosa va letto.
Il caffè contiene glutine?
Un chicco di caffè è il seme di un frutto, tostato. In un espresso o in una moka non c’è nessun cereale. L’AIC classifica tra gli alimenti permessi il caffè, il caffè decaffeinato, il caffè in cialde e in capsule. La DZG, in Germania, cita il caffè tra le bevande sicure della colazione.
Sulle cialde di carta l’AIC ha fatto una verifica con l’associazione di categoria dei produttori (AIIPA): l’involucro esterno è di cellulosa e resina poliammidica, senza glutine. Le cialde sono quindi idonee se sono di puro caffè. Le cialde per le altre bevande calde — cioccolata, cappuccino, ginseng — sono invece a rischio.
Il caffè solubile è un caso intermedio: l’AIC lo classifica «a rischio». Un solubile puro resta caffè; sono i preparati 3 in 1, i cappuccini in polvere e i preparati aromatizzati ad aggiungere ingredienti da verificare. E per le bevande dei distributori automatici, ricorda l’AIC, conta anche la macchina: deve evitare contaminazioni tra una bevanda e l’altra.
Il caffè d’orzo: la vera trappola
È il punto centrale dell’articolo. Il caffè d’orzo contiene glutine, perché è fatto di orzo tostato. Al bar si ordina «un orzo», in tazza piccola o grande, come si ordina un espresso; lo si trova anche in capsule e solubile. E non è solo italiano:
- in Germania il Caro Landkaffee è un classico: Nestlé ne indica la composizione — orzo, malto d’orzo, cicoria e segale, due cereali con glutine su quattro ingredienti;
- in Brasile il café de cevada si vende come alternativa senza caffeina.
L’AIC classifica i surrogati del caffè e le bevande e i preparati a base di cereali vietati, come l’orzo, tra gli alimenti vietati, a esclusione di quelli con dicitura senza glutine. Esistono infatti caffè d’orzo lavorati per portare il glutine sotto i 20 ppm. Anche per questi, nel documento sulle contaminazioni redatto con il suo Comitato scientifico, l’AIC suggerisce un consumo moderato o saltuario: il glutine è stato ridotto, non era assente in partenza.
Il caffè al ginseng è di solito un preparato solubile con più ingredienti. L’AIC lo classifica «a rischio», come tutte le bevande al gusto di caffè al ginseng: si beve solo se riporta senza glutine o se è nel Prontuario. Al bar, chiedete di vedere la confezione.
La cicoria pura è una radice tostata, senza cereali. Sono le miscele «cicoria e cereali» e i «caffè di cereali» da leggere.
In Brasile, una trappola in più. L’aggiunta di orzo o mais al caffè macinato è una frode nota. L’associazione dei torrefattori, ABIC, assegna dal 1989 un Selo de Pureza ai caffè controllati senza cereali aggiunti. Sull’etichetta brasiliana si cerca «contém glúten» o «não contém glúten», obbligatorio per legge dal 2003.
Capsule e caffè aromatizzati
Le capsule di caffè puro non pongono problemi particolari. Le domande frequenti di Nespresso, consultate a settembre 2026, indicano che i suoi caffè non contengono allergeni, glutine compreso. E chiariscono un punto utile: quando una descrizione parla di note «maltate» o «di cereale», si tratta di aromi naturali del chicco, non di un ingrediente aggiunto.
Da leggere sono le capsule di altre bevande — cioccolata, cappuccino, latte, orzo — e i caffè aromatizzati, in grani o macinati. Nell’UE, se orzo o frumento fanno parte della ricetta, devono essere evidenziati nell’elenco degli ingredienti. È quello che rileva lo scanner di Nutrixe: «orzo», «malto», «frumento» o «Gerste» nell’elenco, e il verdetto diventa rosso.
Coca-Cola e bibite
Coca-Cola indica sul suo sito francese che la bevanda non contiene nessuno dei quattordici allergeni del regolamento europeo 1169/2011, tra cui i cereali contenenti glutine. L’AIC classifica tra gli alimenti permessi le bevande analcoliche gassate: cola, gassosa, acqua tonica, chinotto, aranciata, comprese le versioni light e zero.
Le bibite non sono quasi mai il problema. L’unica eccezione da ricordare: le bevande al malto e le «birre analcoliche», che restano in genere birre d’orzo, salvo dicitura senza glutine. Ne parliamo nell’articolo sulle birre senza glutine.
Cioccolata calda e bevande al malto
Qui le ricette cambiano molto da una marca all’altra, e da un paese all’altro.
L’AIC classifica i preparati per bevande al cioccolato/cacao e il cappuccino «a rischio»: possono contenere malto, farina o cereali. Il cacao in polvere puro, invece, è tra gli alimenti permessi dall’AIC, e la DZG tedesca lo cita tra quelli sicuri. Il cacao non è il problema; lo è ciò che gli si aggiunge.
| Prodotto | Cosa dice la fonte | Glutine |
|---|---|---|
| Ovomaltine | FAQ ufficiale (sito svizzero): «composta in gran parte da estratto di malto d’orzo», sconsigliata agli intolleranti al glutine | Sì |
| ColaCao Original (Spagna) | FAQ ufficiale: contiene farina di frumento | Sì |
| ColaCao Sin Gluten, ColaCao Puro (Spagna) | FAQ ufficiale: senza glutine | No, secondo la marca |
| Banania Traditionnel (Francia) | Elenco rilevato su Open Food Facts: cereali biscottati (farina di frumento, farina d’orzo, frumento maltato) | Sì |
| Nescau (Brasile) | Sito ufficiale: «CONTÉM GLÚTEN», può contenere avena, orzo e frumento | Sì (dicitura obbligatoria) |
Fonti consultate a settembre 2026. Le ricette cambiano: fa fede l’etichetta del prodotto che avete in mano.
Il caso di Nescau è istruttivo: nessun cereale con glutine tra gli ingredienti, ma la dicitura «contém glúten», accompagnata da un «può contenere avena, orzo e frumento»: è il rischio di contaminazione a essere dichiarato.
Per le bevande al malto la regola è semplice: il malto d’orzo è orzo germinato, ed è il principio stesso della bevanda. Il nostro articolo sul malto spiega le parole che ingannano (maltodestrine, maltosio) e quelle che non ingannano.
Al bar e nelle catene
Al banco, il caffè in sé è raramente il rischio. Tre cose lo sono di più:
- La bevanda all’avena. Base di molti latte macchiati e cappuccini «vegetali», è fatta di avena, spesso contaminata dal frumento se non certificata. L’AIC classifica le bevande a base di avena «a rischio». Spieghiamo perché nell’articolo sull’avena.
- Sciroppi e topping. Granella di biscotto, gusto «cookie», cereali sulla schiuma: sono loro a portare il glutine, non l’espresso.
- Ciò che accompagna. Il biscottino sul piattino, il cantuccio, il cornetto.
Le grandi catene hanno ciascuna le loro pratiche: dedichiamo un articolo a Starbucks.
La base di Nutrixe conta 300 caffè 100 % senza glutine, dove si ordinano tazza e cornetto senza fare domande. Qualche esempio:
- Caffè Valiani senza glutine, a Pistoia — storica pasticceria-bar interamente senza glutine, per la colazione all’italiana. Ne parliamo anche nella guida di Pistoia.
- Marinè Senza Glutine, a Pavia — laboratorio e caffè di famiglia 100 % senza glutine, aderente al programma AIC dal 2017; colazione, pasticceria e salato.
- Rada Coffee & Rösterei, a Heidelberg — torrefazione e caffè-ristorante 100 % senza glutine, cucina venezuelana a base di farina di mais.
- TACCOFF, a Buenos Aires — caffetteria-panetteria certificata sin TACC a Palermo, caffè specialty; 4,4 su oltre 2.500 recensioni.
- Pandan, a San Paolo — ristorante e caffè 100 % senza glutine fondato da una celiaca.
Foto e liste degli ingredienti: Open Food Facts, banca dati collaborativa a licenza aperta, consultata il 26 settembre 2026. Le ricette cambiano: fa fede l’etichetta della confezione che hai in mano.
In sintesi
- Caffè in grani, macinato, decaffeinato, in capsule e in cialde di puro caffè: permesso.
- Il caffè d’orzo contiene glutine; anche «senza glutine», l’AIC consiglia un consumo moderato.
- Caffè solubile, caffè al ginseng, cappuccino in polvere: a rischio, da verificare.
- Coca-Cola, gassosa, chinotto, aranciata e acqua tonica sono permessi.
- Cioccolata in polvere: i preparati si leggono; Ovomaltine e ColaCao Original contengono glutine.
Un dubbio su una confezione? Lo scanner di Nutrixe legge l'elenco degli ingredienti e individua orzo, malto o frumento dove non ce li si aspetta, in tutte le lingue dell'etichetta. Scopri l'app.