Sullo scaffale, tutto dice «senza glutine». Ma gira tre bottiglie, e due menzionano malto d’orzo. Non è un errore: è la seconda famiglia di birre «senza glutine», quella trattata. Questo articolo dà le marche delle due famiglie; il nostro articolo di fondo su birra senza glutine e birra deglutinata spiega perché la differenza conta.
Tre bottiglie vendute in Europa
Foto e liste degli ingredienti: Open Food Facts, banca dati collaborativa a licenza aperta, consultata il 5 settembre 2026. Le ricette cambiano: fa fede l’etichetta della bottiglia che hai in mano.
Tutte e tre sono conformi: meno di 20 ppm, dicitura regolamentare. E tutte e tre contengono orzo, il cui glutine è stato degradato da un enzima in frammenti più piccoli. La questione, non risolta, è se questi frammenti siano innocui per tutti i celiaci, e se il test standard li misuri correttamente. Diverse associazioni di pazienti raccomandano prudenza; alcune persone le tollerano, altre no. In Italia, la Peroni Senza Glutine appartiene a questa stessa famiglia.
Famiglia 1: prodotte senza cereali con glutine
Queste birre non hanno mai contenuto orzo né frumento. Sono prodotte da miglio, sorgo, grano saraceno, riso, mais o quinoa, e non hanno bisogno di alcun trattamento. Per un celiaco, non pongono la questione del dosaggio.
- Glutenberg (Québec): il riferimento nordamericano, birrificio interamente dedicato: bionda, rossa, IPA, bianca, a base di miglio, grano saraceno, mais e quinoa. Distribuita in Europa.
- Green’s (Regno Unito): pioniera, prodotta in Belgio da miglio, grano saraceno, riso e sorgo.
- Ghostfish e Holidaily (Stati Uniti): birrifici interamente dedicati, molto distribuiti oltreoceano.
- Mongozo Buckwheat White (Belgio): birra bianca al grano saraceno.
- Bard’s (Stati Uniti): sorgo.
- Ground Breaker (Portland, Oregon): birrificio e ristorante interamente senza glutine.
- In Italia, l’offerta naturalmente senza glutine è artigianale e locale; si riconosce dalla lista degli ingredienti, miglio, grano saraceno, riso, quinoa, e dall’assenza di qualsiasi orzo. Cambia in fretta: chiedi al tuo rivenditore, e leggi.
Famiglia 2: birre d’orzo deglutinate
Prodotte con orzo, poi trattate con un enzima che frammenta il glutine. Conformi ai 20 ppm con il test standard. Hanno il gusto di una birra classica, perché lo sono.
- Peroni Senza Glutine (Italia): la più diffusa nei bar e supermercati italiani.
- Estrella Damm Daura (Spagna): la pioniera del processo, pluripremiata.
- Mahou Cinco Estrellas Sin Gluten, San Miguel Sin Gluten, Ambar Sin Gluten (Spagna).
- Jade (Brasserie Castelain, Francia).
- Brunehaut (Belgio): gamma bio.
- Stella Artois Gluten Free (Belgio).
- Omission (Stati Uniti).
- Le birre «senza glutine» a marchio del distributore: deglutinate, in genere.
La parola da cercare in etichetta: orzo. Se c’è, la birra è di questa famiglia, qualunque sia il logo.
Cosa dicono le schede Nutrixe
La segnalazione «birra» è uno dei rischi che registriamo locale per locale, ed è frequente: 63 schede la portano. Il caso tipico non è il bar che serve la birra sbagliata; è il ristorante interamente senza glutine il cui bancone non lo è. TacoVino, in Oregon, lo dice da solo: «Our kitchen is 100 % gluten free (except for the beer!)». Chaia a Washington, Boss Chick N Beer in Ohio, Mexi & Co a Sherbrooke: cucine dedicate, birre classiche al bancone. Sono buoni locali, onesti, ed è per questo che la scheda lo segnala invece di tacerlo.
In pratica
- Leggi la lista: orzo → deglutinata; miglio, sorgo, grano saraceno, riso → naturalmente senza glutine.
- Se tolleri male le deglutinate, o preferisci non provare, la famiglia 1 risolve la questione.
- Al ristorante, una cucina 100 % senza glutine non dice nulla del bancone: chiedi, o guarda la segnalazione sulla scheda.
- Il sidro, il vino e i distillati non contengono glutine; nemmeno il whisky, il che sorprende.
Scansiona la bottiglia. Lo scanner Nutrixe legge la lista degli ingredienti di una birra: se l'orzo c'è, lo vedrai, e saprai di quale famiglia è. Scopri l'app.