No, la polenta non contiene glutine: è fatta di farina di mais, e il mais non ha il glutine di frumento, orzo e segale. Ma diverse polente del supermercato avvertono di tracce di glutine, legate al mulino, e la parola «semola» usata da sola indica quasi sempre frumento: bisogna leggere la confezione, non solo il nome.
Perché la polenta non ha glutine
La polenta è prima di tutto una farina di mais a grana più o meno grossa (bramata, fioretto), e poi il piatto che se ne ricava, cotto a lungo in acqua o latte. Il mais è un cereale, ma la sua proteina principale, la zeina, non scatena la reazione celiaca: lo spieghiamo nel nostro articolo sul mais. L’AFDIAG, l’associazione francese dei celiaci, mette il mais tra i cereali naturalmente senza glutine, e Coeliac UK, l’associazione britannica, cita espressamente la polenta.
Grana fine, media o grossa, polenta istantanea precotta o polenta tradizionale: finché l’unico ingrediente è il mais, la ricetta non contiene glutine.
Cosa resta a rischio
Il mulino
È la principale fonte di contaminazione. Il mais viene macinato su impianti che lavorano spesso frumento, e una farina grossa, come una fine, trattiene la polvere. Uno studio statunitense su 22 cereali, semi e farine senza glutine per natura, acquistati senza la dicitura «senza glutine», ne ha trovati 7 sopra i 20 mg/kg (Thompson et al., 2010). Il nostro articolo sulla contaminazione di quinoa, riso e mais approfondisce questo meccanismo.
La parola «semola»
La semola da sola è semola di grano duro, quella della pasta, e il semolino è anch’esso di grano; in Francia, la semoule senza altre precisazioni è la stessa cosa. Gli gnocchi alla romana, per esempio, sono fatti di semolino di grano, non di polenta. Sull’etichetta, cercate «mais» scritto per esteso. Lo scanner Nutrixe applica la stessa regola: una «semola» di cui non è precisata l’origine non passa mai per senza glutine, e in mancanza di altri indizi risponde «Controlla la confezione».
Le polente pronte
Polenta in panetto pronta da grigliare, polenta alle erbe, al formaggio o ai porcini, preparati per polenta: ogni ingrediente aggiunto va letto. Alcune polente in panetto sono prodotte in stabilimenti che lavorano il glutine, e lo dichiarano: una polenta pronta venduta in Francia indica così «allergeni presenti nello stabilimento: glutine, latte e uova».
Al ristorante
La polenta grigliata può essere stata infarinata prima di finire sulla piastra, e la polenta fritta cotta in una friggitrice condivisa con prodotti impanati, come per le patatine fritte. E una polenta morbida si serve spesso con uno spezzatino legato con farina o un brodo industriale. Nel nord Italia è un contorno di tutti i giorni; il nostro articolo sui piatti italiani passa in rassegna gli altri.
Tre confezioni, tre risposte
Questi tre prodotti sono venduti in Francia.
Stesso caso per la polenta di Marque Repère (Turini), la cui etichetta indica «tracce di glutine», e per la polenta bio La Vie Claire, che menziona possibili tracce di glutine.
Foto e liste degli ingredienti: Open Food Facts, banca dati collaborativa con licenza aperta, consultate l’8 ottobre 2026. Le ricette cambiano: fa fede l’etichetta della confezione che avete in mano.
La tabella
| Nessun rischio particolare | Da verificare | Da evitare o contiene glutine |
|---|---|---|
| Polenta con dicitura «senza glutine» o Spiga Barrata | Polenta senza alcuna dicitura | Polenta con avvertenza di tracce di glutine |
| Polenta taragna con dicitura «senza glutine» | Polenta in panetto, aromatizzata o al formaggio | «Semola» senza precisazioni (grano duro) |
| Polenta grigliata o fritta al ristorante | Gnocchi alla romana (semolino di grano) | |
| Polenta sfusa |
Come scegliere
- Leggete «mais» scritto per esteso. Una semola senza origine è quasi sempre frumento.
- Cercate la dicitura «senza glutine». Il regolamento di esecuzione (UE) n. 828/2014 la riserva ai prodotti che contengono al massimo 20 mg/kg di glutine; su una polenta, dice che il mulino è stato controllato.
- La Spiga Barrata aggiunge un controllo indipendente; vedete quanto vale ogni logo.
- Scartate le avvertenze di tracce di glutine. L’AFDIAG consiglia di evitare questi prodotti nel dubbio; vedete il nostro articolo sulle diciture «può contenere».
In sintesi
- La polenta è farina di mais: niente glutine nella ricetta.
- Il rischio è il mulino: diverse polente del supermercato avvertono di tracce di glutine.
- «Semola» senza precisazioni vuol dire grano duro; gli gnocchi alla romana non sono polenta.
- Al ristorante: polenta infarinata, friggitrice condivisa, sughi legati con farina.
Tre polente sullo stesso scaffale? Lo scanner Nutrixe distingue una polenta certificata, una polenta dichiarata senza glutine e una polenta con tracce, leggendo l'etichetta al posto vostro. Scopri l'applicazione.
Per gli altri alimenti di base: il riso, il grano saraceno, la maizena e l’elenco degli alimenti con e senza glutine.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) n. 828/2014 della Commissione del 30 luglio 2014: dicitura «senza glutine» riservata agli alimenti con al massimo 20 mg/kg.
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, allegato II: i cereali contenenti glutine sono allergeni da evidenziare.
- AFDIAG, Lors de vos achats en magasin, afdiag.fr: il mais tra i cereali naturalmente senza glutine; sconsigliati i prodotti con la dicitura «può contenere tracce di…» e gli acquisti sfusi.
- Coeliac UK, A guide to grains, novembre 2024: mais e polenta tra gli alimenti senza glutine per natura; rischio delle farine macinate con frumento, orzo o segale.
- Thompson T., Lee A. R., Grace T. Gluten contamination of grains, seeds, and flours in the United States: a pilot study. Journal of the American Dietetic Association, 2010; 110(6): 937-940.
- Open Food Facts, schede prodotto 4104420016569 (Alnatura Polenta), 3252971420319 (Alpina Savoie Polenta Tradition), 3600900021890 (Tipiak Polenta), 3564700853481 (Marque Repère Turini Polenta), 3266191105321 (La Vie Claire Polenta) e 8059070741223 (L’Italie des pâtes Polenta), consultate l’8 ottobre 2026.
Queste informazioni non sostituiscono un parere medico. Il livello di rigore necessario dipende dalla vostra situazione: in caso di celiachia, parlatene con il vostro medico o con un'associazione di pazienti come l'AIC in Italia.