Sì, un celiaco può fare la comunione, e in Italia più facilmente che altrove. La Chiesa cattolica non ammette l’ostia del tutto priva di glutine, ma riconosce valide le ostie a contenuto minimo di glutine fatte con frumento, e l’AIC ne indica di adatte ai celiaci. Chi non le tollera può comunicarsi al calice.

Abbiamo letto i testi del Vaticano, della CEI e di altre conferenze episcopali, e quelli delle associazioni celiache. Ecco cosa dicono, e cosa non dicono.

Perché l’ostia è un problema

Un’ostia normale è farina di frumento e acqua, nient’altro. Per un intestino celiaco è glutine quasi puro. Anche una sola ostia a settimana è un’esposizione regolare, quando la dieta senza glutine deve essere rigorosa e per tutta la vita.

La difficoltà è che per la Chiesa cattolica la composizione dell’ostia non è una questione di ricetta. Il pane dell’Eucaristia deve essere solo di frumento, fatto di recente e, nella tradizione latina, azzimo. Sostituire il frumento con riso o fecola di patate non dà «un’ostia senza glutine»: per il diritto della Chiesa, non dà un’ostia.

La regola cattolica: basso contenuto, non assenza di glutine

Le norme vengono da lettere di Roma del 1995, del 2003 (firmata dal cardinale Ratzinger) e, l’ultima, del 15 giugno 2017, della Congregazione per il Culto Divino:

  • Le ostie completamente prive di glutine sono «materia invalida» per l’Eucaristia.
  • Le ostie parzialmente private del glutine sono valide, purché contengano glutine sufficiente per la panificazione, senza aggiunta di materie estranee né procedimenti che snaturino il pane.
  • Il mosto (succo d’uva non fermentato) è materia valida per chi non tollera l’alcol.
  • Un fedele celiaco che non tollera alcuna ostia, neppure a basso contenuto di glutine, può ricevere la comunione sotto la sola specie del vino.

In pratica queste ostie sono fatte con amido di frumento da cui è stato tolto quasi tutto il glutine: lo stesso ingrediente di alcuni pani senza glutine, come spieghiamo nell’articolo sull’amido di frumento senza glutine.

Di qui un paradosso di vocabolario. Un’ostia sotto i 20 ppm rispetta la soglia legale del «senza glutine», spiegata nel nostro articolo sulla soglia di 20 ppm. Per la Chiesa resta un’ostia a basso contenuto di glutine, perché ne contiene ancora. Entrambe le definizioni sono corrette, ciascuna nel suo campo.

Ammessa dalla Chiesa cattolica

Ostia a basso contenuto di glutine

  • Di frumento (amido di frumento)
  • Pochissimo glutine, ma presente
  • Al massimo 20 o 100 mg/kg secondo la categoria AIC
  • Il calice resta sempre un'alternativa

Non ammessa dalla Chiesa cattolica

Ostia del tutto priva di glutine

  • Farina di riso o fecola di patate
  • Nessun glutine
  • «Materia invalida» secondo il Vaticano
  • Ammessa in alcune Chiese protestanti

Ostia senza glutine in Italia: il ruolo dell’AIC

L’Italia ha fatto da apripista. Secondo la nota dell’Ufficio liturgico nazionale della CEI del 18 ottobre 2001, fu l’AIC a far analizzare in laboratorio delle ostie di frumento a contenuto minimo di glutine; la Congregazione per la Dottrina della Fede le approvò il 17 agosto 2001. Prima, i celiaci potevano comunicarsi solo al calice.

Oggi l’AIC indica due tipi di ostie adatte:

  • ostie «senza glutine», con al massimo 20 mg/kg di glutine;
  • ostie a bassissimo contenuto di glutine, con al massimo 100 mg/kg.

L’associazione pubblica anche un elenco di produttori, tra cui l’italiana SICOM e la tedesca Franz Hoch, distribuita in Italia da alcune aziende. Chiedete in parrocchia quale tipo viene usato.

L’ostia a basso contenuto di glutine va bene per tutti?

Non necessariamente, e lo dicono i vescovi stessi. L’opuscolo della conferenza episcopale di Inghilterra e Galles per le persone celiache spiega che il pane a basso contenuto di glutine è accettabile per molte persone, ma non per tutte: alcune reagiscono anche a quantità minime. Per loro, la risposta della Chiesa è la comunione al calice.

Conta anche la contaminazione. Un’ostia a basso contenuto di glutine posata sulla stessa patena delle ostie normali, o data con dita che le hanno appena distribuite, non è più tale. È lo stesso meccanismo della contaminazione crociata in cucina.

Se reagite a dosi minime o avete dubbi, parlatene con il vostro gastroenterologo prima di scegliere tra ostia e calice.

Come fare in pratica

Le indicazioni dell’AIC, della federazione spagnola FACE e dei vescovi statunitensi (USCCB) vanno nella stessa direzione:

  • Avvisate il sacerdote per tempo, non il giorno stesso: le ostie vanno ordinate.
  • Conservazione separata. L’AIC raccomanda che ogni parrocchia tenga una scorta di ostie per celiaci in un contenitore a parte.
  • Una pisside a parte, chiusa e facilmente riconoscibile, durante la celebrazione.
  • Mani pulite. L’AIC chiede al sacerdote di pulirsi le mani prima di distribuirle.
  • Un calice separato se la comunione è sotto le due specie.

Il calice principale contiene glutine. Durante la messa il sacerdote immette un frammento di ostia normale nel calice (il rito della commistione). Per questo l’USCCB suggerisce di preparare prima della messa un calice a parte, escluso da questo rito, per chi si comunica solo al vino.

Negli altri Paesi e nelle altre Chiese

Spagna. La FACE ha fatto analizzare ostie usate nelle chiese spagnole: i risultati erano sotto i 20 ppm, e queste ostie sono valide per la Chiesa.

Francia. Il sito di liturgia della Chiesa cattolica in Francia indicava nel 2015 che, per quanto noto, in Francia non si producevano ostie a basso contenuto di glutine: arrivano dalla Germania o dall’Italia.

Inghilterra e Galles. Le parrocchie cattoliche devono ordinare le ostie solo dai fornitori elencati dall’ufficio liturgico dei vescovi; in viaggio, il vescovo può rilasciare un certificato. La Chiesa d’Inghilterra (anglicana) prevede nel suo canone B17 pane di farina di frumento.

Germania. Le ostie cattoliche sono ufficialmente «a glutine ridotto». Nelle Chiese protestanti la teologia non impone la farina del pane della Cena: ogni comunità decide, e alcune sono passate a ostie senza glutine per tutti.

E la festa dopo la comunione?

La cerimonia dura un’ora; il pranzo di famiglia che segue è spesso la vera trappola, soprattutto per un bambino celiaco il giorno della prima comunione. Vale tutto quello che scriviamo nell’articolo a cena da amici: avvisare, proporre di portare un piatto, tenere d’occhio il buffet. Se la festa è al ristorante, la mappa Nutrixe segnala le cucine interamente dedicate.

In sintesi

  • La Chiesa cattolica non ammette l’ostia del tutto priva di glutine, ma riconosce valide le ostie a basso contenuto fatte con amido di frumento.
  • L’AIC indica ostie con al massimo 20 mg/kg («senza glutine») o 100 mg/kg (bassissimo contenuto).
  • Non vanno bene per tutti: la comunione al solo calice è sempre possibile, con un calice separato.
  • Avvisate la parrocchia; l’ostia va conservata e consacrata in una pisside a parte.
  • Le Chiese protestanti lasciano spesso decidere a ogni comunità.

Queste informazioni non sostituiscono un parere medico. Se siete incerti tra l'ostia a basso contenuto di glutine e la comunione al calice, parlatene con il vostro gastroenterologo: la tolleranza alle tracce varia da persona a persona.