Ha un nome che impressiona, si fa con un semplice prelievo di sangue o un campione di saliva, ed è spesso frainteso nei due sensi: alcuni credono che diagnostichi la celiachia, altri che non serva a nulla. La verità sta nel mezzo, ed è precisa: il test HLA-DQ2/DQ8 non dice chi è celiaco. Dice chi non lo sarà.
Cosa sono HLA-DQ2 e DQ8
Il sistema HLA è un insieme di geni che codificano molecole presenti sulla superficie delle nostre cellule immunitarie, incaricate di presentare frammenti di proteine al sistema immunitario. Due varianti, HLA-DQ2 e HLA-DQ8, hanno la particolarità di «presentare» bene i frammenti di glutine: è attraverso di loro che la reazione autoimmune della celiachia può innescarsi.
Da qui due fatti, che reggono tutto l’articolo:
- La quasi totalità delle persone celiache (oltre il 95 %) è portatrice di DQ2 o DQ8. Senza questi geni, la malattia è molto improbabile.
- Ma il 30-40 % della popolazione generale li possiede a sua volta, e la stragrande maggioranza di queste persone non svilupperà mai la malattia. I geni sono necessari, non sufficienti.
Cosa dice il test, e cosa non dice
Un test negativo (né DQ2 né DQ8) ha un valore molto forte: rende la celiachia molto improbabile, oggi e per il resto della vita. È il valore di esclusione del test, ed è la sua vera utilità.
Un test positivo non dice quasi nulla: la persona fa parte di quel terzo della popolazione che può sviluppare la malattia. Non diagnostica, non data, non predice. La diagnosi si basa sugli anticorpi e sulla biopsia: il percorso è descritto qui.
Un test positivo non è dunque mai un motivo per iniziare una dieta senza glutine. Un test negativo può invece evitare anni di controlli inutili.
Test negativo
Né DQ2 né DQ8
- Celiachia molto improbabile, per tutta la vita
- È la vera utilità del test
- Evita anni di controlli inutili
Test positivo
DQ2 o DQ8
- Come un terzo della popolazione
- Non diagnostica, non predice
- Mai un motivo per iniziare la dieta
In quali casi è utile
Le raccomandazioni lo riservano a situazioni precise, in cui il suo valore di esclusione cambia qualcosa:
- I familiari di primo grado di una persona celiaca (genitori, figli, fratelli e sorelle) che hanno un rischio dell’ordine del 10 %. Il test seleziona: i negativi non hanno bisogno di follow-up per la celiachia; i positivi vengono controllati con prelievi di sangue a intervalli regolari, perché la malattia può comparire a qualsiasi età. È particolarmente utile nel figlio di un genitore celiaco.
- Le persone che hanno già tolto il glutine prima di qualsiasi esame, e che si sentono meglio. Gli anticorpi e la biopsia non possono più rispondere senza reintrodurre il glutine per diverse settimane. Il test genetico, invece, si fa anche sotto dieta: se negativo, esclude la celiachia e indirizza verso un’altra spiegazione; se positivo, non decide nulla, e la reintroduzione va discussa con il medico.
- I casi in cui gli esami sono contraddittori: anticorpi dubbi, biopsia poco conclusiva, sintomi atipici. Il test aiuta a pendere da una parte.
- Alcune malattie associate a un rischio aumentato (diabete di tipo 1, sindrome di Down, sindrome di Turner, tiroidite autoimmune) in cui è raccomandato uno screening regolare e in cui un test HLA negativo permette di interromperlo.
Al di fuori di questi casi, il test non aggiunge nulla: in una persona che mangia glutine e ha sintomi, il prelievo di sangue per gli anticorpi è più semplice, meno caro e direttamente utile.
Dove si fa il test
La tipizzazione HLA-DQ2/DQ8 è un esame di routine, eseguito dai laboratori di immunologia e di genetica degli ospedali e da molti laboratori privati. Non ha nulla di sperimentale.
- In Italia, si fa su prescrizione del medico di base o del gastroenterologo, in genere con un prelievo di sangue, presso i laboratori pubblici del Servizio Sanitario Nazionale o presso laboratori privati. Rientra nelle indagini previste nel percorso diagnostico della celiachia, in particolare per lo screening dei familiari di primo grado e per i casi dubbi. Le condizioni di prescrizione e di partecipazione alla spesa possono variare da regione a regione: informati presso l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) o presso la tua ASL.
- In Francia, si fa su prescrizione medica, in genere in un laboratorio ospedaliero o specializzato. È previsto dalla nomenclatura degli esami di laboratorio e coperto dall’Assurance maladie nelle indicazioni riconosciute (familiari di primo grado, casi ambigui, persone già a dieta).
- In Spagna, dove lo screening familiare è molto diffuso, è comune e coperto nelle stesse indicazioni; le associazioni (FACE) lo descrivono nei loro percorsi.
- Nel Regno Unito, il NHS lo propone nelle indicazioni delle linee guida nazionali, su parere del gastroenterologo.
- In Germania, Austria e Svizzera, è disponibile e coperto dalle casse malattia nelle indicazioni riconosciute, su prescrizione.
- In Canada e negli Stati Uniti, è disponibile, con una copertura variabile a seconda della provincia o dell’assicurazione.
- In Portogallo e in Brasile, esiste nei laboratori ospedalieri e privati; la copertura dipende dal sistema e dal contratto.
Esistono anche test «fai da te» venduti online; analizzano gli stessi geni, ma senza un medico che interpreti il risultato, il che, per un test il cui valore sta proprio nell’interpretazione, ne limita fortemente l’utilità.
In pratica
- Un prelievo, di sangue o di saliva, su prescrizione.
- Una sola volta nella vita: i geni non cambiano, il risultato resta valido.
- Non serve mangiare glutine prima.
- Un risultato da leggere con un medico, perché il referto di laboratorio dettaglia varianti (DQ2.5, DQ2.2, DQ8, mezzo DQ2) il cui rischio associato non è lo stesso, e un mezzo risultato non si interpreta da soli.
In sintesi
- HLA-DQ2 e DQ8 sono presenti in quasi tutti i celiaci, e in un terzo della popolazione: necessari, non sufficienti.
- Negativo: la malattia è molto improbabile, per tutta la vita. Positivo: possibile, niente di più.
- Utile per selezionare i familiari, per chi ha già tolto il glutine, e nei casi ambigui.
- Non diagnostica nulla, non giustifica mai l’inizio di una dieta.
- Si fa una sola volta, senza alcuna condizione alimentare.
Queste informazioni non sostituiscono un parere medico. La prescrizione e l'interpretazione del test HLA si fanno con un medico, gastroenterologo o pediatra: il risultato grezzo contiene sfumature che non si leggono da soli.