Davanti a uno scaffale, due prodotti “senza glutine” non si equivalgono sempre — e alcuni prodotti perfettamente sicuri non portano alcun logo. Ecco come leggere un’etichetta in Europa, e le insidie che sfuggono anche ai lettori più attenti.

Cosa dice la legge europea

Dal regolamento europeo del 2014, solo due diciture sono regolamentate:

Dicitura Soglia Per chi?
“Senza glutine” ≤ 20 mg/kg (20 ppm) Sicuro per le persone celiache
“Contenuto molto basso di glutine” ≤ 100 mg/kg Prodotti a base di cereali trattati — sconsigliato ai celiaci

La soglia di 20 ppm non è “un po’ di glutine tollerato per gentilezza”: è il limite sotto il quale gli studi non osservano lesioni nelle persone celiache nell’ambito di un’alimentazione normale. Un prodotto ≤ 20 ppm è quindi considerato sicuro, punto.

La spiga di grano sbarrata: un logo, una licenza

Il famoso simbolo della spiga sbarrata in un cerchio (ELS, Encircled Licensed Symbol) non è decorativo: è un marchio depositato dalle associazioni celiache europee (AOECS), utilizzabile solo su licenza, con audit e analisi a supporto. In Italia è l’AIC a gestire la licenza; in Francia è l’AFDIAG.

Da ricordare:

  • Spiga sbarrata = controllato da un’associazione celiaca. È il livello di fiducia massimo sullo scaffale.
  • “Senza glutine” senza logo = legale anche questo: la dicitura da sola impegna già il produttore sui 20 ppm. Molti prodotti sicuri non hanno pagato la licenza del logo.
  • Un logo “fatto in casa” (spiga sbarrata di fantasia, disegnata dal marchio) impegna… solo il grafico. Verificate la dicitura regolamentare.

Le insidie classiche

  • “Possibili tracce di glutine”: questa dicitura è volontaria e non regolamentata. Un prodotto “senza glutine” con menzione di tracce resta conforme ai 20 ppm; un prodotto senza alcuna menzione non è necessariamente più sicuro. Paradossale, ma è così.
  • Il malto d’orzo: sciroppo di malto, aroma di malto, estratto di malto — si infila in cereali per la colazione, salse e dolciumi che “non contengono grano”. L’orzo contiene glutine.
  • L’avena: autorizzata nel “senza glutine” europeo se è specificamente prodotta senza contaminazione — ma una parte dei celiaci reagisce anche all’avenina. Le nostre schede segnalano i locali che la utilizzano.
  • La salsa di soia: la ricetta classica contiene grano. Solo il tamari certificato senza glutine ne è esente.
  • Il grano destrutturato (amido di frumento): autorizzato nei prodotti senza glutine europei (il suo glutine viene rimosso), ma problematico per le persone allergiche al granonon è la stessa condizione.

E all’estero?

La soglia di 20 ppm fa consenso (Europa, Stati Uniti, Canada, Australia), ma i loghi cambiano: “Sin TACC” ufficiale in Argentina, loghi delle associazioni nazionali altrove. Il riflesso universale: cercare la dicitura regolamentare senza glutine nella lingua locale — e al ristorante, affidarsi a indirizzi verificati piuttosto che alla fiducia cieca. È esattamente ciò che fa la mappa Nutrixe, paese per paese.

Queste informazioni non sostituiscono un parere medico. In caso di dubbio su un prodotto, l'AIC e le associazioni nazionali pubblicano liste di prodotti controllati, aggiornate continuamente.