Sono in farmacia da qualche anno, accanto ai test di gravidanza e agli altri autotest, per una ventina di euro: una lancetta, una goccia di sangue dal dito, una cassetta, dieci minuti, e una linea che compare o no. Un medico ti dirà forse che non sono “molto affidabili, ma che può funzionare”. È una buona descrizione. Ecco perché, e cosa se ne può fare.
Cosa cercano
Gli autotest cercano nel sangue gli anticorpi anti-transglutaminasi, gli stessi dell’esame del sangue di laboratorio, il primo passo della diagnosi. Alcuni cercano solo le IgA, altri le IgA e le IgG. Il principio è quello di un test immunologico rapido: se gli anticorpi sono presenti sopra un certo livello, una linea si colora.
Non cercano i geni (quello è un altro test), non vedono l’intestino e non distinguono la celiachia da una sensibilità non celiaca, che non produce anticorpi.
Quanto valgono
In condizioni ideali, cioè una persona che mangia glutine normalmente, senza deficit di IgA, che segue le istruzioni alla lettera, gli studi dei produttori e alcuni studi indipendenti danno una sensibilità e una specificità dell’ordine del 90 % o più. È un risultato discreto: un test positivo ha buone probabilità di corrispondere a una malattia vera, un test negativo alla sua assenza.
Nella vita reale l’affidabilità scende, per ragioni che non hanno niente a che vedere con la chimica del test:
- Il deficit di IgA. Circa il 2, 3 % delle persone celiache non produce IgA, dieci volte più che nella popolazione generale. In loro un test che cerca le IgA è sempre negativo, malattia o no. Il laboratorio dosa le IgA totali proprio per saperlo; l’autotest non lo fa (salvo quelli che cercano anche le IgG, un po’ più robusti).
- Il glutine già ridotto. Molte persone comprano l’autotest dopo aver iniziato a ridurre il glutine, perché si sentono meglio. Gli anticorpi calano in qualche settimana: il test risulta falsamente negativo.
- La goccia di sangue. Troppo piccola, depositata male, la cassetta letta troppo presto o troppo tardi: la linea può mancare, o essere appena visibile e interpretata male.
- Il bambino piccolo. Gli anticorpi sono a volte diversi prima dei due o tre anni; gli autotest sono poco valutati a quell’età.
Da qui la formula del medico: non molto affidabile, ma può funzionare. Il test funziona; sono le condizioni a mancare.
Cosa significa un risultato
Positivo. È un segnale serio, da prendere sul serio. Non fa la diagnosi: giustifica una visita, un esame del sangue di laboratorio (anti-transglutaminasi IgA più IgA totali) e poi, se conferma, una biopsia. E non giustifica di iniziare una dieta: senza glutine gli esami successivi non potranno più rispondere, e bisognerà reintrodurlo per diverse settimane. Continua a mangiare glutine fino alla fine del percorso.
Negativo. La malattia è meno probabile, niente di più. Se i sintomi persistono, se hai un familiare celiaco, se avevi già ridotto il glutine, o se non sai di avere un deficit di IgA (nessuno lo sa senza averle dosate), l’esame del sangue di laboratorio resta necessario. Un autotest negativo non è un motivo per rinunciare a consultare un medico.
Dubbio (linea pallida): da considerare come positivo, e consultare.
A chi rendono un servizio
- Alla persona che esita ad andare dal medico per sintomi vaghi, e per cui un test positivo sarà l’innesco del percorso. È l’uso più utile.
- A chi mangia glutine, non ha motivo di pensare a un deficit di IgA, e vuole un primo orientamento prima dell’appuntamento.
E a chi non servono:
- A chi ha già tolto il glutine: il test può solo dire “negativo”, e questo non vuol dire niente.
- A chi ha già sintomi indicativi e può avere un appuntamento medico: l’esame del sangue di laboratorio, prescritto dal medico, fa meglio con lo stesso disturbo.
- Per seguire una celiachia già diagnosticata: il monitoraggio degli anticorpi si fa in laboratorio, con valori numerici, non con una linea.
In sintesi
- Gli autotest cercano gli anticorpi anti-transglutaminasi, come il laboratorio; affidabilità discreta in condizioni ideali, minore nella vita reale.
- Falsi negativi frequenti: deficit di IgA, glutine già ridotto, test eseguito male, bambino piccolo.
- Positivo: segnale serio, consultare, esame del sangue di laboratorio poi biopsia, senza togliere il glutine.
- Negativo: malattia meno probabile, non esclusa; consultare se i sintomi persistono.
- Utile per innescare una visita; inutile dopo aver tolto il glutine, e per il follow-up.
Queste informazioni non sostituiscono un parere medico. Un autotest non diagnostica la celiachia e non giustifica mai di iniziare una dieta senza glutine da soli: la diagnosi si fa con un medico, con l'esame del sangue di laboratorio e poi la biopsia, continuando a mangiare glutine.